“Ogni volta che mi permetto di ricercare, di stupire me stessa, di ricominciare ad amarmi, a credere in me….ogni volta sperimento quella libertà incondizionata, dimenticata e sempre presente che supera i miei stessi confini e diventa qualcosa che mi unisce a te e che fluisce…. da me a te e da te alla tua vita…” (Tamara Paola De Vecchi)

Qualche settimana fa, durante una pausa caffè, un’ amica ha detto una frase che mi ha fatto riflettere. Era una frase sull’ autostima e diceva questo: “ E’ un pò di giorni che mi sento giù. Penso proprio che devo fare qualcosa per la mia autostima…quasi quasi domani passo la mattinata dalla mia estetista!”. 

Quello dell’ autostima è un tema molto discusso. E’ uno tra gli argomenti più in voga nei manuali di auto aiuto e sulle rubriche di psicologia delle riviste femminili. Io stessa ve ne ho già parlato in un precedente post di questo blog. Ma si sa realmente cos’è l’ autostima? Possibile che basta andare dall’ estetista, avere un corpo atletico, essere alla moda e vivere sorridendo per avere una buona autostima?

Teoricamente tutti noi sappiamo la definizione di base dell’ autostima: è la stima che abbiamo di noi stessi, cioè, quanto ci apprezziamo, quanto ci vogliamo bene e quanto ci accettiamo. Ebbene, ora proviamo ad andare un po’ oltre questa definizione, aggiungendo che l’autostima è un atto di “amore” e di “fiducia” verso noi stessi e se viene meno uno di questi due elementi difficilmente ci sarà un’ autostima vera.

L’ autostima si forma nel corso dell’infanzia, dagli insegnamenti e dalle esperienze che abbiamo avuto con i nostri familiari, amici ed educatori. L’ambiente ed il contesto in cui siamo cresciuti sono molto importanti perché possono favorire o meno la fiducia che avremo in noi stessi. Ad esempio, genitori iperprotettivi tendono ad offrire al loro bambino più aiuto di quanto ne ha veramente bisogno. Il bambino iperprotetto dai genitori può diventare molto dipendente e sviluppare false credenze su se stesso: non sono in grado, sono stupido, non so fare nulla, ho paura di tutto, non sarò mai nessuno nella vita, ecc.

Vale la pena ricordare che i bambini sono facilmente influenzabili da chi li circonda, soprattutto dai genitori, che sono il loro modello di comportamento, l’immagine in cui si riflettono e le persone a cui più credono. Un bambino, ad esempio, che cresce ascoltando il padre che lo definisce un buono a nulla, può portare questa credenza su di sé per tutta la sua vita.

Questo può verificarsi anche in età adulta, quando una persona che possiede già una scarsa autostima si relaziona con qualcuno che per qualche motivo, rafforza le convinzioni negative già presenti sin dall’ infanzia. Ed’ è quello che spesso accade nelle relazioni sentimentali. Vi sarà capitato, qualche volta, di incontrare persone che, giunte alla fine del loro rapporto, vi hanno raccontato di non essere stati in grado di mantenere in piedi il loro matrimonio, di essere stati dei pessimi partner, di non essere più in grado di amare nessun altro, di essere colpevoli della fine della loro relazione ecc. In generale, convinzioni negative su se stessi probabilmente esistevano già, e, in maniera diretta o indiretta, sono state rafforzate dal partner. In tal caso, così come avviene ai bambini nei confronti dei genitori, il partner è molto amato dalla persona e per questo lei crede e interiorizza tutto quello che questi pensa e dice a suo riguardo.  E se invece la persona ha una buona costruzione dell’ autostima sin dall’ infanzia? Non presta particolare importanza a ciò che il partner pensa di lei favorendo così il prevalere di credenze positive che ha su se stessa.

Ci sono diverse strade che si possono percorrere per migliorare l’ autostima. Una di queste, credo la più importante, è la conoscenza di sé. Attraverso di essa possiamo arrivare a valorizzare le nostre qualità, a smettere di sopravvalutare i nostri difetti, ed a sviluppare amore e affetto verso noi stessi. Finalmente arriveremo a credere che anche noi meritiamo di essere felici e amati, saremo persone con meno ansia, più coerenti nei nostri sentimenti, più flessibili. In poche parole, saremo persone più libere.

Dott.ssa Caterina Di Palma