Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) è un disturbo piuttosto frequente, caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni. Colpisce uomini, donne e bambini e può iniziare a qualsiasi età anche se, più comunemente, durante l’infanzia, l’adolescenza o all’inizio dell’età adulta. Nella maggior parte dei casi il DOC consiste sia di ossessioni che di compulsioni; più raramente solo di ossessioni senza compulsioni e viceversa. Tradizionalmente veniva classificato tra i Disturbi d’ Ansia ma dal 2014 con la nuova classificazione del DSM V (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) gli è stato dedicato un capitolo a sè denominato “Disturbo ossessivo compulsivo e disturbi correlati”.

COSA SONO LE OSSESSIONI

Si tratta di pensieri, immagini mentali o impulsi ricorrenti che sono percepiti dalla persona come invadenti e sgradevoli. Il loro contenuto può essere molto vario. Per citare qualche esempio, c’e chi si preoccupa eccessivamente dello sporco e dei germi, chi è spaventato 
dall’idea di causare inavvertitamente danni a se stesso o agli altri ecc. 
Tutti noi possiamo avere dei pensieri ossessivi. Magari siamo usciti di casa per andare in montagna e all’improvviso ci balena nella testa un pensiero del tipo: “ho spento il ferro da stiro?” Ecco che proviamo a darci una serie di risposte, cerchiamo di far mente locale e alla fine o torniamo indietro e andiamo a controllare oppure ci convinciamo di averlo spento. Questo breve esempio serve a farci capire cosa succede nella nostra testa quando ci preoccupiamo per qualcosa. Il disturbo ossessivo compulsivo, però, è molto diverso. Nella testa di una persona che soffre di DOC questo tipo di pensiero è esagerato, altamente disturbante e persistente. Pur essendo consapevole dell’ esagerazione delle proprie ossessioni non riesce a sbarazzarsi di loro, fa fatica a controllarle e sente di non poterle ignorare. Le ossessioni, così fastidiose e intrusive, generano profondi sentimenti di angoscia e di ansia in chi le vive. 

COSA SONO LE COMPULSIONI

Sono comportamenti ripetitivi, azioni ritualizzate (es. lavaggio delle mani, mettere in ordine, controllare ecc.) o atti mentali (es. pregare, contare, ripetere parole in silenzio ecc.) che la persona con DOC si sente spinta a dover fare in risposta all’ ansia e all’ angoscia generate dalle ossessioni. Tuttavia il sollievo che ne deriva è solo momentaneo. I pensieri ossessivi tornano e di solito con maggiore insistenza, mentre i rituali finiscono essi stessi per causare ansia man mano che diventano più esigenti e richiedono più tempo per essere compiuti.
Chi è affetto da questo disturbo evita situazioni che potrebbero innescare i sintomi e  dal momento che è consapevole che i suoi pensieri e rituali sono irrealistici ed esagerati può provare vergogna a condividere le sue preoccupazioni ed a cercare aiuto per il suo problema. Il risultato è che potrebbe passare molto tempo prima che la persona giunga ad una diagnosi e ad un trattamento. 
Nel corso del tempo i sintomi possono avere un’ intensità variabile e subiscono alti  e bassi ma, se non trattato, il DOC tende a cronicizzare e puó compromettere il funzionamento globale della persona, con un netto peggioramento della sua qualita di vita. OSSESSIONI E COMPULSIONI PIU’ COMUNI NEL DOC
Pensieri ossessivi:

  • La paura di essere contaminati da germi o sporcizia o da altri contaminanti
  • La paura di causare danni a se stessi o ad altri
  • Pensieri e immagini intrusive sessualmente esplicite o violente
  • Attenzione eccessiva su idee religiose o morali
  • La paura di perdere o di non avere le cose di cui si potrebbe aver bisogno
  • Ordine e simmetria: l’idea che tutto deve essere allineato, “giusto”
  • Superstizioni; eccessiva attenzione a qualcosa considerato fortunato o sfortunato

Comportamenti compulsivi:

  • Eccessivi controlli delle cose, come serrature, elettrodomestici, interruttori…
  • Controllare ripetutamente i propri cari per assicurarsi che siano al sicuro
  • Contare, toccare, ripetere certe parole
  • Spendere un sacco di tempo nei lavaggi o nel pulire
  • Ordinare o organizzare le cose in un certo modo
  • Pregare eccessivamente o impegnarsi in rituali innescati dalla paura religiosa
  • Accumulare oggetti

Per quanto riguarda lo sviluppo di questo disturbo è da tenere in considerazione il ruolo svolto sia dai fattori genetici che dai fattori neurobiologici. Anche gli stressors ambientali possono influire sulla sua comparsa e non è raro che eventi come la morte di una persona cara, un divorzio ecc. possano scatenare in persone biologicamente o psicologicamente predisposte l’insorgenza del disturbo.  Anche eventi positivi come ad esempio la nascita di un figlio, un matrimonio ecc. possono, in alcune circostanze, essere associati con l’ insorgenza del DOC. E’ anche noto come la gravità dei sintomi possa variare in relazione alla presenza o all’assenza di stress nella vita della persona: una riduzione dello stress spesso è associata a un miglioramento della sintomatologia, mentre un suo aumento porta in genere ad un peggioramento. Fortunatamente oggi il trattamento per questo disturbo è ampiamente disponibile e può migliorare di molto la qualità della vita. Le linee guida internazionali indicano nella terapia farmacologica e nella terapia cognitivo comportamentale (basata sull’ esposizione con prevenzione della risposta) i trattamenti più efficaci. 

DOC E FAMIGLIA

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo  è uno dei disturbi in cui è maggiore il coinvolgimento dei familiari. Durante il mio lavoro, dai colloqui con i familiari, spesso emerge un loro diretto coinvolgimento nella sintomatologia ossessivo-compulsiva del paziente. Non è raro assistere a racconti di “ore ed ore passate a fornire rassicurazioni” o di partecipazione ai rituali del paziente. Questo coinvolgimento può portare profondi cambiamenti nel funzionamento familiare e il più delle volte è controproducente ai fini della cura. Spesso, nel tentativo di aiutare il paziente a stare meglio, i familiari mettono in atto comportamenti che, non volendo, vanno proprio a rinforzare il suo disturbo. Risulta pertanto importante avviare interventi diretti ai familiari attraverso i quali fornire informazioni sul disturbo, favorire riflessioni sull’ impatto che il DOC può avere sulla famiglia e insegnare loro strategie efficaci per ridurre il coinvolgimento nella sintomatologia. 

HO UN DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO?

Quando abbiamo un pensiero che si presenta insistentemente nella nostra testa comunemente diciamo di avere un’ ossessione. Ma c’è differenza tra il significato dato a questo termine nel linguaggio comune e quello utilizzato dai clinici.  La differenza sta nel fatto che nelle persone con disturbo ossessivo compulsivo le ossessioni occupano gran parte della loro giornata, sono difficilmente gestibili, interferiscono significativamente con la vita quotidiana e creano maggiore disagio. Possiamo parlare di disturbo ossessivo compulsivo quando i sintomi persistono, creano molta ansia e interferiscono pesantemente con la vita di tutti i giorni.

Dott.ssa Caterina Di Palma