Spesso i pazienti che soffrono di depressione esprimono la preoccupazione ed il timore di essere i soli ad avere questo problema. In realtà è uno dei disturbi psichiatrici più diffusi che può manifestarsi in qualsiasi persona ed a qualsiasi età. Data la sua frequenza, è molto importante che non solo gli specialisti ma anche le persone comuni siano informate sulla natura di questo disturbo e sulle attuali possibilità di cura.

Purtroppo però la depressione è ancora troppo spesso non riconosciuta o sottostimata. Uno dei motivi è l’ abuso del termine “depressione” nel linguaggio comune, utilizzato anche quando siamo solo un po’ giù di corda o meno brillanti del solito.Se in alcuni casi i sintomi depressivi possono essere di bassa intensità o legati a particolari momenti della vita, in altri la sintomatologia assume una tale intensità da rendere difficoltoso lo svolgimento delle normali attività quotidiane. Si parla allora di depressione clinica che è ben diversa dalla tristezza o da un momento di sconforto. Generalmente una depressione clinica si caratterizza per un maggior numero di sintomi, una maggiore intensità e durata nel tempo e per una maggiore compromissione delle attività quotidiane.Vediamo quali sono i sintomi di una depressione clinica:

  • umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno

  • ridotta capacità di provare piacere dalle attività che prima procuravano gioia

  • affaticamento

  • sensi di colpa, autocritica, autosvalutazione

  • sentire di essere senza speranza

  • pianto

  • pensieri negativi e idee di morte

  • irritabilità

  • difficoltà di attenzione e di concentrazione

  • sonnolenza o risvegli notturni angosciosi con difficoltà a riprendere sonno

  • inappetenza o aumento dell’ assunzione di cibo

  • ridotto desiderio sessuale

Non è necessaria la presenza di tutti questi sintomi per diagnosticare una depressione clinica. Secondo il DSM IV-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) bastano cinque dei suddetti sintomi, presenti tutti i giorni, per un periodo di almeno due settimane. La depressione è una condizione seria che non va assolutamente sottovalutata e che richiede un intervento tempestivo, accurato e duraturo. In alcuni casi può addirittura mettere a rischio la vita di chi ne soffre. Quasi tutti i pazienti con depressioni gravi hanno come minimo pensieri suicidi. Se la depressione viene riconosciuta e curata, scompare anche il desiderio di morte. Inoltre, la depressione, è un fattore di rischio per l’ insorgenza di altre patologie, come quelle vascolari. Il suo peso non è minore di quello ricoperto dai classici fattori di rischio quali il fumo o il sovrappeso, ai quali viene attribuita molta più attenzione sia a livello di coscienza pubblica che a livello di prevenzione.

Le cause della depressione

I fattori alla base della depressione sono molteplici e diversi da soggetto a soggetto. Possiamo raggrupparli in due grandi categorie: biologici e psicologici.

I fattori biologici e la terapia farmacologica

Fattori genetici

La depressione ricorre spesso tra i membri di una stessa famiglia, il che suggerisce che possiamo ereditare i geni che ci rendono vulnerabili a sviluppare la depressione.Tuttavia, possiamo ereditare una maggiore vulnerabilità alla malattia, ma non necessariamente la malattia stessa. Questo vuol dire che se le persone possono ereditare la vulnerabilità, molti di loro non svilupperanno mai una patologia depressiva.

Prodotti chimici del cervello (neurotrasmettitori)

Le cellule nervose nel cervello comunicano tra loro grazie a delle sostanze chimiche specifiche chiamate neurotrasmettitori. Quando è in atto una depressione il metabolismo del cervello è in disordine: uno o più neurotrasmettitori non sono più in equilibrio. Questo squilibrio è causato da un disturbo del sistema di controllo degli ormoni dello stress che influisce negativamente sul metabolismo delle cellule nervose alterandone la produzione di neurotrasmettitori che risulta così troppo bassa. Il risultato è la riduzione dell’ attività di alcune aree del cervello che regolano funzioni come il sonno, l’appetito, il desiderio sessuale ecc. Molti farmaci antidepressivi mirano a riequilibrare il metabolismo cerebrale e a normalizzare la regolazione degli ormoni dello stress.

Fattori psicologici

Perdita.
A volte le persone sperimentano eventi in cui si verifica la perdita, e questo può portare a depressione. L’esperienza della perdita può includere la perdita di una persona cara attraverso un lutto o una separazione, la perdita del lavoro, la perdita di un’amicizia, la perdita di sostegno, ecc…

Senso di fallimento.
Alcune persone fanno dipendere la loro felicità da particolari obiettivi, ad esempio dall’ ottenere un determinato lavoro, dal trovare un partner di vita ecc. Se per qualche ragione viene meno la possibilità di raggiungere tali obiettivi, possono vivere queste situazioni con forte abbattimento, arrivando anche a sviluppare una sintomatologia depressiva. 

Lo stress.
Un accumulo di eventi di vita stressanti possono portare a vissuti di tipo depressivo. Eventi stressanti comprendono situazioni come la perdita di un lavoro, un incidente, preoccupazioni economiche, gravi difficoltà tra i coniugi, una malattia fisica ecc…

Il circolo vizioso della depressione e la psicoterapia
I sintomi della depressione possono portare drastici cambiamenti nella vita di una persona. Spesso sono proprio questi cambiamenti che peggiorano il quadro clinico ostacolandone il miglioramento. Ad esempio, la mancanza di motivazione o la mancanza di energie, può portare una persona depressa a diminuire le sue attività e a trascurare i compiti e le responsabilità quotidiane. La persona è bloccata in un circolo vizioso che possiamo così sintetizzare: la depressione comporta una riduzione del livello di attività che genera perdita di motivazione e letargia. Vengono così a mancare, nella vita della persona depressa, tutta una serie di esperienze positive che potrebbero invece fornirgli sensazioni piacevoli. Assistiamo, di conseguenza, ad un peggioramento dell’ umore e quindi del quadro depressivo.
La psicoterapia offre un valido aiuto per spezzare il circolo vizioso della depressione. Avvalersi di un sostegno psicoterapeutico aiuta a riattivarsi in attività che possono migliorare l’ umore. Purtroppo quando si è depressi non si riesce a farlo da soli poiché il pensiero risulta distorto negativamente. E’ come se la depressione ci costringesse a vedere tutto attraverso un paio di occhiali scuri! In particolare, tra i vari approcci psicoterapeutici, la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale  ha dimostrato ottimi risultati nel trattamento della depressione e un’ efficacia maggiore nella prevenzione delle ricadute.

Terapia farmacologica o psicoterapia?
Non c’è una terapia valida per tutti. Non ha senso dire che va bene solo la terapia farmacologica o solo la psicoterapia in quanto ogni trattamento deve essere sempre personalizzato cioè deve tenere conto di una serie di fattori del paziente come ad esempio il quadro clinico con cui si presenta, il suo stato attuale di salute, la risposta che ha dato a trattamenti precedenti, i fattori scatenanti ecc. Gli studi sostengono che una terapia combinata, ossia farmaci antidepressivi insieme alla psicoterapia, è l’intervento più efficace sia per la cura delle fasi acute, sia per la prevenzione delle ricadute.

Cosa può fare la famiglia
I familiari delle persone depresse provano spesso la spiacevole sensazione di “avere le mani legate” e di non sapere cosa fare davanti al malessere del proprio congiunto. Ma se la famiglia è correttamente informata sulla natura del disturbo e su come riconoscere e gestire i segnali di crisi può essere una fonte di grande aiuto. Ad esempio i familiari possono ascoltarlo, rinnovargli la speranza che uscirà dalla sua situazione attuale, convincerlo a rivolgersi ad uno specialista magari proponendosi di accompagnarlo alla visita. Vanno evitate, invece, tutte le esortazioni del tipo “ devi reagire”, “devi distrarti”, perché non solo rimandano alla persona depressa il messaggio di non essere stato compreso ma possono anche accentuare il suo senso di inadeguatezza ed i vissuti di colpa. In ogni caso, di fronte a dubbi o incertezze sul da farsi, è sempre bene rivolgersi allo specialista che saprà fornire le risposte più adeguate.

Dott.ssa Caterina Di Palma                    
psicologa – psicoterapeuta
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