Ciò che manifestiamo esternamente è un riflesso di ciò che c’è nel più profondo di noi: ciò che pensiamo del nostro valore, del nostro diritto alla felicità, ciò che crediamo di meritare dalla vita. Quando cambiano queste convinzioni, cambia anche la nostra vita. (R. Norwood)

La dipendenza affettiva è una condizione relazionale patologica caratterizzata da mancanza di reciprocità sul piano affettivo. Alcune persone hanno maggiori probabilità di sviluppare legami emotivi di dipendenza e rappresentano il classico esempio di come il nostro modo di pensare, sentire e agire può essere profondamente influenzato dalla relazione con un’altra persona. Vediamo di seguito alcuni segnali per riconoscere una dipendenza affettiva:

Scarsa autostima

La radice della dipendenza affettiva è la scarsa autostima frutto di un’infanzia difficile, segnata da maltrattamenti fisici e psichici, abbandono, deprivazioni affettive…Queste persone si sono costruite nel tempo un’immagine di Sé come di una persona inferiore, inadeguata e indegna di essere amata. La bassa autostima che li caratterizza spinge questi individui a cercare una figura autoritaria, dominante, in grado di guidarli nella vita. Sono persone convinte che per essere amate devono sempre soddisfare le esigenze del partner anche a costo di annullare se stessi.

Altruismo patologico

Generalmente il copione è sempre lo stesso: queste persone tendono a sacrificarsi costantemente per il partner anche se questo non ricambia. Il loro sacrificio non è frutto di una scelta libera ma è la reazione alla paura che la loro relazione possa finire. Nei casi più estremi alcuni possono arrivare a tralasciare le loro responsabilità lavorative per avere più tempo per soddisfare tutte le richieste del partner.  Ne consegue che la sfera familiare, lavorativa, sociale e psicologica del dipendente affettivo può essere gravemente compromessa.

Nessuna reciprocità

Come accennato in precedenza, la relazione di coppia del dipendente affettivo è priva di reciprocità sul piano sentimentale. Il dominato (dipendente affettivo) è insicuro, ha scarsa autostima e spaventato dalla possibilità che la relazione finisca. Il dominatore (partner) si sente superiore ed esercita il proprio potere a discapito del dominato. Quest’ultimo, convinto di non poter vivere senza il suo partner, si sottomette facilmente al suo volere, arrivando anche ad accettare umiliazioni o violenze fisiche, pur di non essere abbandonato.

Paura della solitudine

La solitudine è motivo di forte preoccupazione per queste persone che, di conseguenza, vivono con il costante timore di essere abbandonati dal partner. Pertanto, essere accettati e sentirsi importanti per l’ altro sono priorità da perseguire a ogni costo. Come possiamo immaginare il risultato di questo atteggiamento è inquietante, perché il dipendente affettivo troverà sempre un motivo per negare la propria autonomia e accettare le richieste del partner.

Difficoltà a percepire la manipolazione

Le persone affettivamente dipendenti sono spesso vittime della manipolazione del partner a causa delle caratteristiche che abbiamo elencato. Il punto è che non riconoscono di essere manipolati, in quanto ciò li farebbe cadere nella dissonanza cognitiva : l’idea del partner “manipolatore” è incompatibile con la loro convinzione che mantenere questa relazione è di vitale importanza.

AFFRONTARE IL PROBLEMA DELLA DIPENDENZA AFFETTIVA

Per evitare di entrare in dinamiche di coppia sempre più pericolose (dal momento che la dominanza del partner può arrivare a forme estreme di abuso fisico e psicologico), è importante iniziare prima possibile un percorso terapeutico. Guarire dalla dipendenza affettiva vuol dire riprendere il controllo sulla propria vita e il primo passo è quello di ammettere di avere una dipendenza e decidere che è arrivato il momento di liberarsene. Uscire da una dipendenza affettiva può essere molto difficile e doloroso ma non impossibile. A seconda dei casi il percorso terapeutico può essere individuale, di coppia o di gruppo.

 

Dott.ssa Caterina Di Palma