Nella vita, ho imparato che la perdita e il dolore sono momenti che condividiamo tutti e che, per quanto difficili, sono porte per scoprire le proprie risorse. Sono rinascite.

(Giorgia, cantautrice)

Il dolore può arrivare dopo qualsiasi perdita. Non solo per la morte di una persona cara ma anche per la fine di una relazione, per un licenziamento, una malattia o un infortunio che ci cambia la vita per sempre.

Durante questo periodo di pandemia da Coronavirus molte persone hanno perso i loro cari. Una perdita resa ancora più straziante dall’ impossibilità di dare un ultimo e doveroso saluto a chi non tornerà mai più.

Come gestire il dolore e la perdita? Nessun suggerimento riuscirà mai a cancellare il nostro dolore ma può aiutarci a capire come gestire questa emozione.

Non c’è un modo giusto o sbagliato di provare dolore

Nel dolore c’è chi si sente meglio dopo un pianto e c’è chi, invece, vorrebbe farlo ma non ci riesce. C’è anche chi tiene tutto dentro senza mostrare all’ esterno la sua sofferenza. Il dolore ha mille volti ed espressioni, e chi non piange non vuol dire che prova meno dolore di chi, invece, si abbandona facilmente alle lacrime.

Di quanto supporto ho bisogno?

Il sentirci supportati non dipende da quante persone abbiamo intorno. Alcuni hanno bisogno del supporto di poche persone intime. Finchè ci sentiamo supportati e sostenuti qualsiasi numero di persone con cui scegliamo di condividere il nostro dolore è sufficiente.

Nel dolore siamo allo stesso tempo fragili e forti e dobbiamo trattarci come tali

Nel dolore siamo fragili e perciò dobbiamo avere cura di noi. Non pensiamo che soffrire vuol dire smettere di mangiare, non escire più o annullare qualsiasi attività. Proprio perché siamo più vulnerabili dobbiamo prestare più attenzione a noi stessi. Quindi, mangiamo in modo sano, usciamo a fare due passi o proviamo a riprendere il nostro allenamento.

Ma nel dolore siamo anche forti. Il che non significa che siamo delle rocce. Essere forti vuol dire essere come un elastico: flessibile e resistente allo stesso tempo. A volte proviamo un dolore così lacerante da pensare di voler morire, altre sentiamo che stiamo per esplodere da un momento all’ altro oppure, quando siamo in preda ai ricordi, ci lasciamo andare ad un pianto irrefrenabile…In poche parole gestiamo forti emozioni e, se abbiamo intorno a noi il giusto supporto, possiamo trovare una forza che non sapevamo di avere.

Ricordare vuol dire stare meglio

Indietro non si torna ma possiamo solo andare avanti. Quello che ci aspetta è una “nuova normalità”. C’è chi ci dirà che “ormai dovresti averlo superato…” ma il lutto richiede tempo. Ci sono festività, anniversari, luoghi e oggetti che ci faranno provare dolore anche dopo tanti anni. Ma quei ricordi sono preziosi e fino a quando li abbiamo quelle persone sono ancora con noi.

Il dolore segue il moto delle onde. Col passare del tempo le onde diventano più dolci e si allontanano ma non appena fa capolino un ricordo ecco che tornano ad essere più violente e vicine. Stiamo sulle onde, guardiamo e riconosciamo il nostro dolore, diamogli un nome e permettiamo a noi stessi di sentirlo. Col tempo impareremo a navigare nel nostro mare.

Dott.ssa Caterina Di Palma