Prima dell’ avvento delle moderne tecniche di neuroimaging, ed in particolare della Risonanza Magnetica funzionale, la struttura del nostro cervello era considerata stabile e immodificabile. Una delle aree più affascinanti della ricerca in neurobiologia è quella relativa alla cosiddetta ”neuroplasticità” intesa come la capacità del nostro cervello di modificarsi e riadattarsi continuamente.

Alcuni ricercatori dell’Università di Zurigo hanno dimostrato gli straordinari cambiamenti anatomici, dopo appena 16 giorni, nel cervello di un uomo che si era fratturato l’ omero destro e così costretto ad usare solo l’ arto sinistro. Gli studiosi in quell’occasione notarono che lo spessore di diverse aree dell’ emisfero cerebrale sinistro si era ridotto, mentre era aumentato di dimensioni quello dell’ emisfero destro ( adibito a compensare il danno). Inoltre, la capacità motoria dell’ arto sinistro era migliorata in modo significativo. 

Dietro questi risultati, c’è però qualcosa di più sorprendente: alcuni studi hanno confermato che anche un semplice atto di immaginazione può modificare e ingrandire le aree del cervello umano. Il neuroscienziato Alvaro Pascual Leone ha chiesto a un gruppo di volontari di eseguire un semplice esercizio al pianoforte, due ore al giorno per una settimana. Alla fine dell’esperimento aveva visto che l’area cerebrale deputata al movimento delle dita andava “colonizzando” le aree contigue, quindi si stava ingrandendo. Un po’ come accade con i muscoli, se le aree del nostro cervello sono frequentemente utilizzate ed esercitate, si sviluppano in dimensioni, e di conseguenza aumentano anche le competenze e le informazioni che possono essere memorizzate in esse. Successivamente lo stesso Pascual Leone chiese ad un altro gruppo di volontari di eseguire lo stesso esercizio solo mentalmente, immaginando come avrebbero mosso le dita per produrre le note dello spartito. Il risultato fu lo stesso: anche in questo secondo caso la regione di corteccia che controllava i movimenti delle dita si era estesa. La struttura fisica del cervello, quindi, può cambiare anche solo per ciò che semplicemente pensiamo, non solo in conseguenza delle cose che facciamo o degli eventi che subiamo.

Prossimamente, vedremo come allo stesso modo, sia la psicoterapia che alcune tecniche di meditazione possono generare cambiamenti a livello cerebrale.

Dott.ssa Caterina Di Palma                    
psicologa – psicoterapeuta
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Il cervello che cambia