Che gli uccelli dell’ansia e della preoccupazione volino sulla vostra testa, non potete impedirlo; ma potete evitare che vi costruiscano un nido” (proverbio cinese)

La preoccupazione è un modo ansioso di pensare a se stessi e a quel che ci circonda. Anche se a volte siamo preoccupati per eventi e situazioni del passato, la preoccupazione di solito riguarda come eventi e situazioni potrebbero influenzare il nostro futuro e se saremo in grado di farvi fronte. Preoccuparsi fa parte della vita di molti e spesso può essere funzionale dal momento che ci aiuta a fronteggiare meglio le situazioni ed a pianificare in anticipo le cose per evitare problemi futuri. Quando siamo normalmente preoccupati la nostra apprensione interferisce poco con la vita quotidiana, perché di solito siamo in grado di gestirla.Tuttavia, la frequenza con cui ci preoccupiamo e quanta ansia ci genera non è uguale per tutti. Per alcuni preoccuparsi è un vero e proprio stile di vita, tanto da arrivare ad interferire con il sonno,  la concentrazione, l’ umore ed il rendimento lavorativo. Se vi sentite preoccupati troppo spesso o troppo intensamente, potete provare ad applicare questo metodo:

  • Per prima cosa stabilite mezz’ora di tempo ogni giorno in cui inserire il vostro “periodo di preoccupazione“. Fate in modo che sia sempre nello stesso momento della giornata e nello stesso luogo.

  • Non cacciate via i pensieri ma osservateli giorno dopo giorno per almeno 15 minuti. Vi sarà d’aiuto per imparare a fermare sempre prima la vostra preoccupazione.

  • Quando la fermate, rinviatela al “periodo di preoccupazione” che avete stabilito, ricordate a voi stessi che più tardi avrete il tempo per preoccuparvi e che non vi è di alcuna utilità farlo adesso.

  • Concentrate la vostra attenzione su quello che state facendo o su quello che dovete fare prossimamente.

  • Quando arriva il vostro “periodo di preoccupazione” date libero sfogo ai pensieri.Tuttavia può essere utile provare a distinguere tra le preoccupazioni su cui abbiamo poco o nessun controllo e le preoccupazioni su cui possiamo agire. Se ad esempio sono preoccupato che la mia auto un po’ vecchiotta possa lasciarmi in panne potrei pensare di andare dal meccanico per una messa a punto. In questo caso, posso far qualcosa per scongiurare di rimanere a piedi! Se invece la preoccupazione è inerente a qualcosa di cui non ho controllo o possibilità di azione riconosco  che posso fare poco o nulla e che sto facendo solo del male a me stesso preoccupandomi.

In alcuni casi può essere molto utile anche individuare quale sia la cosa peggiore che potrebbe accadere, perché molto spesso si tratta di qualcosa che è veramente improbabile o alla quale si può far fronte facilmente. Tecniche di rilassamento o pratiche quali la mindfulness e lo yoga, o semplicemente dedicare un po’ di tempo ad attività che ci piacciono, svolte con costanza e regolarità, possono essere un valido aiuto in questi casi. 

E tu, continui a sentirti oppresso dalle preoccupazioni? Non esitare a parlarne con un terapeuta che potrà aiutarti a sviluppare adeguate strategie per affrontare le questioni che scatenano in te questo genere di atteggiamento.

Dott.ssa Caterina Di Palma