Nella nostra società basata sulla competitività, l’autostima si misura spesso su ciò che facciamo piuttosto che sul nostro valore personale. Raggiungere un’alta autostima comporta misurarsi costantemente con gli altri, essere speciali o al di sopra della media. Il punto è che non tutti possiamo essere sopra la media e in questo modo la ricerca dell‘autostima diventa una continua battaglia persa.

Come ci spiega K. Neff, professore associato al Dipartimento dello sviluppo umano e della cultura dell’Università del Texas, “c’è sempre qualcuno più ricco, più attraente o più affermato di noi. Ed anche quando qualcosa ci è andato bene e sentiamo crescere la nostra autostima, non sarà sempre così. La nostra autostima rimbalza come una pallina da ping-pong, sale e scende in base al nostro ultimo successo o fallimento. “

Inoltre, alcuni studi dimostrano che basare la propria autostima su fattori esterni può essere psicologicamente dannoso. In particolare, uno studio svolto dalla psicologa J. Crocker, presso l’Università del Michigan, ha messo in evidenza come gli studenti universitari che fondano la loro autostima su fonti esterne (come ad esempio il rendimento scolastico, l’aspetto o l’approvazione da parte degli altri) presentano più stress, rabbia e conflitti relazionali. Inoltre sono più propensi ad usare alcol e droghe e presentano con maggiore frequenza sintomi legati a disturbi alimentari.

Lo stesso studio ha evidenziato come gli studenti che basano la loro autostima su fonti interne (come ad esempio essere una persona virtuosa) oltre a sentirsi meglio, sono meno propensi ad usare droghe e alcol e sviluppano con minore probabilità disturbi di tipo alimentare. Pertanto, anche se i risultati che riportiamo nella vita di tutti i giorni sono importanti per costruire la nostra autostima, questa dovrebbe contemplare soprattutto le qualità che ciascuno di noi ha dentro di se e che ci rendono veramente unici.

Come costruire l’ autostima

Un primo passo possibile nella costruzione della nostra autostima è quello di smettere di fare continui confronti con gli altri e di imparare a sfidare i nostri pensieri critici. Questi pensieri originano da esperienze infantili dolorose e da atteggiamenti critici a cui siamo stati esposti in tenera età. Questo dialogo interno, fatto di pensieri negativi e distruttivi verso noi stessi, mina il nostro senso di autostima e col tempo può portare anche a comportamenti autodistruttivi o disadattivi. Anche se questi atteggiamenti sono molto dolorosi, col passare del tempo mettono in noi profonde radici, tanto che, in età adulta, arriviamo a fare nostro il loro punto di vista negativo su noi stessi.

Tuttavia, possiamo imparare a sfidare questi pensieri critici interiori e cominciare a valutare la nostra persona per quello che è veramente, invece di assumere su di noi il loro punto di vista negativo. Possiamo differenziarci dal modo in cui siamo stati giudicati nella nostra famiglia di origine e possiamo cominciare a capire e apprezzare i nostri sentimenti, pensieri e desideri.

Uno dei modi attraverso cui è possibile favorire la costruzione della nostra autostima è praticare l’auto-compassione. Secondo K. Neff, l’auto-compassione è la pratica di trattare se stessi con gentilezza e attenzione. In altre parole, significa essere curiosi e aperti verso se stessi, accettare e amare le proprie esperienze, piuttosto che essere autocritici. 

I passi verso l’ auto-compassione comprendono:

1) Il riconoscimento della nostra sofferenza.

2) L’essere gentili e premurosi, in risposta alla nostra sofferenza.

3) Ricordarci che l’imperfezione fa parte dell’esperienza umana ed è qualcosa che noi tutti condividiamo.

Anche prendere parte ad attività di solidarietà è un ottimo modo per costruire l’autostima. Aiutare gli altri ci fa stare bene e gli studi sul volontariato ne confermano l’ effetto positivo sulla percezione che le persone hanno di se stesse. A tal proposito lo psicologo clinico R. Firestone, afferma che “investire le proprie energie in attività che vanno oltre il proprio interesse personale, per esempio, contribuendo ad una causa umanitaria o cercando, in qualche modo, di migliorare la sorte delle generazioni future, aiuta a costruire l’autostima.”

Per concludere, sfidando i nostri pensieri critici e astenendoci dal continuo confronto con gli altri possiamo cominciare ad entrare in confidenza con la nostra autostima. Impegnarci, poi, in attività significative, migliora la nostra autostima e ci fa sentire persone veramente utili in questo mondo.

Dott.ssa Caterina Di Palma